IMPOSTE DIRETTE


Gli enti di tipo associativo, di cui fanno parte anche le associazioni sportive dilettantistiche, sono assoggettate, in linea di principio, alla disciplina generale degli enti non commerciali.


Gli enti non commerciali determinano il reddito in maniera forfetaria, applicando al totale dei ricavi conseguiti nell’esercizio delle attività commerciali un coefficiente di redditività variabile a seconda dell’attività svolta e dell’ammontare dei ricavi conseguiti (vedi tabella).


Per le associazioni che invece scelgono il regime fiscale agevolato contenuto nella legge 16 dicembre 1991 n. 398, è stato individuato un coefficiente ancora più favorevole.


Esse, infatti, determinano il reddito sempre in maniera forfetaria, ma applicando ai proventi di natura commerciale un coefficiente di redditività molto più basso (3 per cento).


Al reddito così determinato vanno aggiunte le plusvalenze patrimoniali. Non si tiene conto, invece, delle indennità percepite per la formazione e l’addestramento degli atleti.

I proventi commerciali conseguiti nello svolgimento di attività connesse agli scopi istituzionali e quelli derivanti dalla raccolta fondi (vedi capitolo 6) non concorrono a formare il reddito imponibile fino ad un importo complessivo di 51.645,69 euro per periodo d’imposta e per un massimo di 2 eventi all’anno.

DETERMINAZIONE FORFETARIA DEL REDDITO: I RICAVI TASSABILI ATTENZIONE 

 

REGIME AGEVOLATO (LEGGE 398/91)
RICAVI DERIVANTI DA

 

REGIME ENTI NON COMMERCIALI
 RICAVI DERIVANTI  DA attività istituzionale  NON TASSABILI  prestazione di servizi 15% fino a 15.493, 71 25% oltre 15.493,71 e fino a 309.874,14
 RICAVI DERIVANTI  DA attività commerciale, spettacoli sportivi,
sponsorizzazioni, diritti riprese
televisive o trasmissioni radiofoniche
 TASSABILE il 3%  altre attività 10% fino a 25.822,84 15% oltre 25.822,84 e fino a 516.456,90

 

 

In ogni caso, le associazioni sportive, anche se svolgono per la maggior parte del periodo d’imposta attività commerciale, non possono mai perdere la qualifica di “ente non commerciale”.
Pertanto, anche quando non disporranno della facoltà di usufruire delle agevolazioni della legge n. 398 del 1991, potranno sempre determinare il reddito in maniera forfetaria con i coefficienti previsti per gli enti non commerciali.
Questo non vale per le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali che, anche se non perseguono il fine di lucro, mantengono, dal punto di vista fiscale, la natura commerciale.
Nei loro confronti, pertanto, non possono trovare applicazione le disposizioni relative agli enti non commerciali.

 

 

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